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Davide Varì
«Ma non ti rendi conto che cosa stai facendo?». Sono le ultime parole
che F., 28 anni, ha rivolto al suo aggressore prima di crollare a terra
ferito da una coltellata, uno squarcio di quindici centimetri alla
gamba destra.
No, evidentemente l'aggressore non si rendeva conto
di quel che faceva. O forse se ne rendeva conto fin troppo bene visto
che prima di fuggire - inghiottito dalla notte e dal buio dal quale era
spuntato d'improvviso - ha rifilato anche un calcione a F. che era lì a
terra, ferito e inerme. Quando si dice il coraggio. E poi, prima di
fuggire, gli insulti: «Zecche di merda vi accoltelliamo tutte».
Insomma,
venerdì notte, a Roma, c'è stata l'ennesima aggressione fascista.
Un'aggressione studiata, pianificata e organizzata fin nei minimi
dettagli. A cominciare dal giorno scelto per eseguirla: il giorno
dell'anniversario della morte di Renato Biagetti, il ragazzo ucciso il
27 agosto di due anni fa a Focene per mano di due giovani.
«Saranno
state le tre di notte ed eravamo di ritorno da una festa a Pirateria,
una festa per ricordare Renato Biagetti», racconta uno degli aggrediti.
«Eravamo in quattro e camminavamo a coppie di due a qualche decina di
metri di distanza l'una dall'altra. D'improvviso abbiamo sentito le
urla. Ci siamo immediatamente resi conto che eravamo vittime di una
aggressione. Non ci hanno dato il tempo di far nulla. Avevano catene e
coltelli».
Nulla di casuale, nessuna "fatalità". Quella dell'altra
notte è stata una aggressione fascista, un agguato a tutti gli effetti.
«Erano lì che ci aspettavano chissà da quante ore - racconta ancora uno
dei ragazzi aggrediti -. Hanno tirato fuori le "lame" e alcuni, i più
giovani, erano meno esperti, ma altri le padroneggiavano perfettamente.
Era gente addestrata». Già, gente abituata ad aggredire di nascosto in
tipico stile fascista.
«Avevano le teste rasate, erano armati di
coltelli e catene: si è trattato di un vero e proprio agguato
premeditato», racconta un altro testimone di quanto accaduto ieri
l'altro.
«Dopo il concerto, intorno all'una di notte - racconta -
ci siamo spostati al centro sociale Pirateria che dista poche centinaia
di metri dal parco dove si era svolto il concerto. Alle quattro abbiamo
deciso di tornare a casa, la strada era deserta: dopo alcuni metri
abbiamo sentito delle grida: dieci ragazzi vestiti con magliette nere e
teste rasate hanno cominciato ad insultarci, quindi, si sono avvicinati
e ci hanno aggredito»
«A uno di noi, F., sono state inferte almeno
tre coltellate ed una lo ha ferito alla coscia e, una volta a terra,
preso a calci in faccia. Anche io sono stato picchiato e scaraventato
con violenza a terra».
L'aggressione è durata pochi attimi. «Dopo
averci colpito - spiega ancora il ragazzo- sono fuggiti a piedi. E'
stata una vera e propria provocazione di stampo neofascista in una
serata in cui ricordavamo un nostro compagno ammazzato proprio da
estremisti di destra».
E poi quel sinistro riferimento alla morte di
Renato Biagetti. Un aggressione, dunque, che ha tutta l'aria di una
rivendicazione di quanto accaduto la notte del 27 agosto di due anni fa.
Quel
giorno Renato usciva da una dance hall reggae sulla spiaggia di Focene
e fu aggredito da due giovani scesi dalla loro auto coltelli alla mano.
Gli urlarono di tornare a casa, che quello non era il loro territorio.
Colpirono Renato che, a 26 anni, morì poche ore dopo in ospedale.
Si
parlò, e gran parte della stampa parla ancora, di rissa. Ecco, se
qualcuno ha ancora qualche dubbio circa la matrice dell'aggressione che
ha portato alla morte di Biagetti, quella dell'altra sera sembra fugare
ogni dubbio. L'aggressione di ieri e quella di due anni fa è stata una
tipica aggressione fascista. Stesse modalità e stesse dinamiche. Ma
almeno, e solo per puro caso, stavolta il morto non c'è stato.
Questa
volta neanche il sindaco Gianni Alemanno può nascondersi dietro al
rissa tra ragazzi: «Esprimo ferma condanna per questo grave episodio di
violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di
natura politica», ha dovuto ammettere il sindaco.
«Mi auguro - ha
poi sottolineato Alemanno - che gli inquirenti siano in grado di
assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto
criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista
una forma organizzata di estremismo di destra».
da Liberazione 31/08/2008
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Bisogna reagire a queste
Bisogna reagire a queste aggressioni , non devono passare in silenzio!
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