PRESE IN GIRO

Enrico Letta ci comunica che "Ho chiesto che i seggi per le primarie pd 2023 espongano bandiere della pace e ucraine. A testimoniare il nostro impegno per la pace e al fianco, sempre, dell’aggredito". Sarebbe assai più onesto e rispettoso dell'intelligenza di cittadine e cittadini esporre la bandiera della NATO davanti a quelle sedi. Siamo di fronte all'ennesima presa in giro da parte di un partito che si è caratterizzato per la totale identificazione con l'aumento delle spese militari e le politiche di guerra e riarmo della NATO. Il PD è talmente guerrafondaio che ha preferito perdere le elezioni che allearsi con chi metteva in dubbio la scelta di proseguire con l'invio di armi. È talmente allineato con gli USA che si complimenta continuamente con Meloni per aver proseguito nello schieramento del paese sulle posizioni di oltranzismo NATO. Il PD è NATO, come raccontano i cablo di Wikileaks sull'entusiasmo degli USA nel 2008, per garantire che i governi di "centrosinistra" non fossero più condizionati da sinistra pacifista. Il PD porta grandi responsabilità nella crisi ucraina avendo sostenuto acriticamente Euromaidan facendo finta di non vedere i gruppi paramilitari di estrema destra. Che il Pd sia sempre dalla parte dell'aggredito non ci sembra proprio visto che è il partito che si è schierato, sul palco con la destra, dalla parte di Israele anche quando Netanyahu bombardava Gaza. Il PD è talmente guerrafondaio che nessuna/o alle primarie si è candidata/o proponendo lo stop all'invio di armi. Sulla guerra, fino all'arrivo di Giorgia Meloni, il PD è riuscito a battere la destra che nel militarismo ha uno dei suoi valori fondanti. Ricordate quando Berlusconi titubava sulla guerra alla Libia come il PD insistette per partecipare ai bombardamenti? L'identificazione del PD con i "socialisti" europei della razza di Blair e Stoltenberg e con il Partito democratico USA ha rappresentato una rottura con la tradizione di lotta per la pace e il disarmo e per il superamento dei blocchi militari di Enrico Berlinguer, Willy Brandt, Olof Palme. Dalle ceneri del partito che guidò il movimento contro l'istallazione degli euromissili a Comiso è nato per inesorabile involuzione il partito che ha trasformato l'Italia, in totale accordo con la destra, nella piattaforma militare per le guerre degli USA nel Mediterraneo. Quelle bandiere della pace davanti alle sedi del PD rappresentano in maniera visibile l'ennesimo tentativo di egemonizzare e di assumere la rappresentanza di tutto ciò che nega con la sua politica. Il PD fa la guerra ma vuole occupare lo spazio della pace, fa le leggi contro lavoratrici e lavoratori ma pretende di occupare lo spazio della sinistra, ha svuotato la democrazia costituzionale ma pretende di rappresentare l'argine contro la destra che ha vinto grazie alla legge elettorale che il Pd ha voluto. L'appropriazione indebita della bandiera della pace è l'ennesima presa in giro cinica e spregiudicata. Solo l'autonomia e la rottura dei movimenti per la pace con il PD può dare efficacia alla lotta contro la guerra nel nostro paese. Le bandiere della pace portiamole oggi nelle piazze dove si chiede lo stop all'invio di armi, il taglio delle spese militari, il cessate il fuoco e la trattativa. Disertiamo i partiti della guerra.