Una riflessione di Adriano Guala sulla crisi sociale

Si può davvero morire a vent’anni per un biscotto?

Si può davvero morire, indipendentemente dal colore a vent’anni per ua bastonata in testa, o una pillola sintetica, oppure attraversando un mare, uno qualsiasi alla disperata ricerca di sfuggire alla miseria cronica che attanaglia il paese dove si è nati.

Si può morire per questo? Si può ancora oggi nel 2008 colpevolizzare i poveri, arrestando e multando le prostitute, in maggioranza vittime di un sistema di sfruttamento, ragazze che nella loro beata ignoranza hanno lasciato il paese natio nella speranza di…, convinte che… invece di andare a cercare chi le usa per questo, invece di dare la caccia ai VERI criminali che stanno mandando questo paese e metà del mondo alla distruzione totale e soprattutto nel totale menefreghismo dei molti che ancora qualche privilegio ce l’hanno.

Io vorrei davvero riuscire a capire, dato che non ho la soluzione per questa massa di problemi, com’è che funziona la mente dell’uomo? Le parole carità, intesa come sentimento non come gesto, giustizia nel senso di uguaglianza non come io si e tu no, libertà nel senso siamo tutti uguali hanno ancora un significato, a qualcuno ancora fa male sentire notizie come quelle a cui ormai siamo abituati per routine?

A qualcuno ancora si rivolta lo stomaco leggendo e sentendo giornali e tv?

Non possiamo solamente imputare la mancanza di cuore alla scomparsa di una certa parte politica, è il senso del rispetto, del dovere, della fratellanza, dell’amore e probabilmente anche della fede (si la fede religiosa) che ci manda totalmente allo sbando e alla deriva.

Siamo talmente tanto presi da noi stessi che ci rifiutiamo di pensare agli altri, trasgredendo ovviamente a buona parte dei valori civili e religiosi che ciò comporta.

D’altronde se qui a Biella più di diecimila tessili sono rimasti senza lavoro negl’ultimi due anni, se per pagarci il mutuo della casa dobbiamo sacrificare una buona parte dello stipendio, se non (volendo) possiamo più neanche uscire in cerca di una facile(?) avventura…che cavolo ci stiamo a fare?

L’unica cosa che mi viene in mente è un bel vaffa generale alle banche, al governo, ai padroni delle aziende, alla BCE e a tutte quelle idiozie gratuite per fregarci dei soldi, al totale menefreghismo …insomma al mondo che ci siamo costruiti, ovviamente non cambierebbe nulla, ma riuscirebbe a farci sentire un po’meglio.

Se poi invece vogliamo cambiare le cose, proviamo a pensarci su, limitandoci al nostro paese.

Fatevi una domanda, una sola e semplice: Stavo meglio otto anni fa?

Ovvio che non si parla di salute fisica, ma cose tipo: 1) Arrivavo alla fine del mese? Si 2) Avevo un lavoro fisso? Si. 3) Potevo permettermi di comprare e pagare una casa senza il terrore che in meno di quattro anni la rata del mutuo raddoppiasse o quasi? Si, certo che si.

4) Mi serviva davvero uno sballo al rave party rischiando di collassate e morire per rendere eccitante il mio sabato sera? 5) Avevo cosi paura degli immigrati clandestini o meno? 6) Pensavo davvero che due (italiani e non è che fa differenza) riuscissero ad ammazzare un ragazzo di colore imputandogli di aver rubato un biscotto?

Potrei continuare tanto le risposta sarebbe sempre e solo la stessa. NO! Esclusivamente no! Assolutamente no!

Negli ultimi otto anni l’Italia è stata governata dal centro sinistra per un paio di anni il resto in mano a Silvio Berlusconi e il centro destra, se non è tutta colpa loro e delle loro decisioni…

Sarà mica colpa mia?

                                                                                                                   

                                                                            Adriano Guala, segreteria provinciale PRC

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Commenti

Ritratto di Anonimo

Scendiamo tutti in piazza, tutta la sinistra come un onda rossa riempia le piazze, manifestiamo contro la dittattura fascista di Berlusconi!
Ritratto di Gian

Bella riflessione, complimenti Adriano!