Comune di Biella: telecamere Vs sicurezza abitativa!

 

 

 


La variante al Bilancio comunale, che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale di lunedì 19 maggio p.v., conferma in buona sostanza le linee guida dell’Amministrazione cittadina, nella quale Rifondazione Comunista si riconosce da ormai quattro anni in tema di servizi, di politiche sociali e scolastiche, di trasporto pubblico, di ambiente e di utilizzo razionale delle risorse. Ciò che però oggi ci inquieta è la scelta, da noi inutilmente criticata nei mesi passati, di stornare dal mutuo per la ristrutturazione e l’ampliamento della Biblioteca civica, 200.000 euro per l’acquisto di impianti di video sorveglianza. Questa scelta non ci ha visto concordi in giunta e la scelta del Partito Democratico di portare in votazione la variante con questa modifica, non solo ci preoccupa ma ci lascia basiti. Si decurtano dal finanziamento per la ristrutturazione di un fondamentale servizio pubblico come la Biblioteca, 200 mila euro, per rincorrere una presunta emergenza sicurezza che come sostiene il nostro Prefetto, a Biella è praticamente inesistente. E’ una scelta politica oltre che squisitamente culturale. La scelta di inseguire un finto sentire comune, che non trova nessun vero parametro di riferimento per destinare ingentissime risorse pubbliche, a favore di un’iniziativa che tutte le esperienze di altre amministrazioni valutano non efficace. Questa scelta, condotta in solitario dal PD e dai suoi rappresentanti istituzionali, non potrà avere la nostra approvazione. Speriamo che nella settimana che ci divide dal consiglio comunale tale proposta venga modificata; al contrario Rifondazione Comunista non potrà sostenere una scelta demagogica, inutile e inefficace fatta con i soldi dei contribuenti biellesi.

 

il capogruppo di Rifondazione Comunista

alla Città di Biella

roberto pietrobon

 

 

Biella 10.05.'08

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da "La Stampa" del 13.05.'08

 

Le telecamere anti-vandali diventanto un caso politico. Rifondazione, che non le ha mai volute, manda dire che lunedì, in Consiglio, non voterà la variazione di bilancio, che ruba 200 mila euro alla biblioteca per buttarli via: «La videosorveglianza è inutile - dice Roberto Pietrobon, capogruppo a palazzo Oropa -. Si rincorre una presunta emergenza-sicurezza che, come sostiene il nostro prefetto, a Biella non c’è». Rifondazione, qualche settimana fa, aveva quasi gridato al golpe: per far passare la delibera, s’era aspettato che in giunta mancasse l’assessore Alberto Zola, in missione in un’altra città. E ora i comunisti sperano che, prima di lunedì, la variazione di bilancio venga modificata: «Ho già 2-3 ipotesi di emendamento - spiega Pietrobon -, per usare meglio quei 200 mila euro». Ma il sindaco, Vittorio Barazzotto, non ha alcuna voglia di mollare: «Parliamo di telecamere da tempo, da ben prima che diventassero di moda: ora il piano sta per arrivare al prefetto, è stato valutato dalle forze dell’ordine e rispetta tutte le leggi. Lo so anch’io che a Biella la situazione non è tragica: ma ci sono molti episodi di inciviltà, che danno fastidio. E a chiedere la videosorveglianza sono stati molti quartieri e moltissimi cittadini: quelli cui hanno imbrattato il muro, spaccato la vetrina, danneggiato qualcosa. Se poi le telecamere serviranno a prevenire anche reati molto più gravi, allora tanto di guadagnato». E Rifondazione? «Se non votano, pazienza - risponde Barazzotto -. Io dico solo che, se in piazza Vittorio Veneto ci fossero stati gli occhi elettronici, forse Augusto Festa Bianchet non sarebbe stato ucciso. O comunque, i suoi assassini oggi sarebbero in galera». Già allibito e «preoccupato» per la videosorveglianza, Pietrobon si irrita all’istante per il «pazienza...» del sindaco, assai poco preoccupato del voto contrario di Rifondazione: «Se anche a Biella si teorizza l’autosufficienza del Partito democratico - scandisce il capogruppo comunista -, allora è meglio dirlo subito. E’ una scelta suicida. E, a quel punto, “pazienza” se il Prc non appoggerà Barazzotto nel 2009. La questione che abbiamo sollevato è grave, perché si spendono inutilmente soldi sottraendoli alla biblioteca. Giudicheranno gli elettori, e vedremo se avranno “pazienza” o se la perderanno».

Giuseppe Buffa

 

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Facendo seguito alle critiche e alla contrarietà espressa in diverse sedi, da parte del Gruppo consiliare di R.C., in merito alla Variazione di Bilancio 2008, i consiglieri di Rifondazione, procederanno oggi (mercoledì 14 c.m.) a presentare nella commissione Finanze del Comune di Biella, diversi emendamenti a riguardo. Il ragionamento che abbiamo voluto mettere in campo, oltre ad evidenziare, come già detto in più occasioni, la nostra contrarietà all'assurdo investimento di 200.000 euro, per l'acquisto di telecamere per la video sorveglianza, è la messa in campo di una proposta vera, che parte esattamente dal terreno scelto dal Partito democratico. Le telecamere sarebbero lì a "sorvegliare e punire" chi trasgredisce la legge, imbratta i muri o riga le auto. Ci viene spiegato che esse risponderebbero al bisogno di sicurezza dei/lle nostri/e concittadini/e. Noi vogliamo provare ad articolare questo bisogno di sicurezza, chiedendo esplicitamente al PD e a tutta la coalizione, se esiste una sola sicurezza o se invece ne esistano diverse: quella scolastica (educativa e strutturale), quella abitativa, quella economico/sociale (lavoro-costo della vita) e civile (diritti e doveri verso lo Stato). In merito a questo, lanciamo la nostra proposta attraverso un emendamento che, riducendo del 50% la sottrazione di risorse dalla ristrutturazione della Biblioteca civica, li investa nella ristrutturazione di 13 dei 15 alloggi (2 sono già avvenuti) di Piazza Molise di proprietà del Comune. Il progetto denominato "condominio Solidale" (in allegato la scheda esplicativa) oltre ad essere un'ottima iniziativa, è una risposta concreta ai problemi quotidiani che le persone che vi abitano, o vi abiteranno in futuro, possono ricevere da chi amministra la cosa pubblica. Il monte spese (100.000 euro) sarebbe destinato alla ristrutturazione interna, alla messa a norma di impianti e servizi, anche in considerazione delle mutate esigenze degli stessi abitanti.

Insieme a questi emendamenti, ne proponiamo un'altro che ristabilisce lo status precedente, "restituendo" alla ristrutturazione della Biblioteca, tutto il capitale previsto. Per ricordare che la cultura è l'antidoto migliore contro i fenomeni che provocano insicurezza sociale.

 

 

il capogruppo di Rifondazione Comunista

alla Città di Biella

roberto pietrobon

 

 

Biella 14.05.'08

 

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Ritratto di Anonimo

Ancora una volta la questione-sicurezza divide la maggioranza di palazzo Oropa: lunedì, quando il Consiglio dovrà votare la variazione al bilancio per il finanziamento del nuovo sistema di telecamere che verrà ridistribuito su tutto il territorio comunale ad appoggiare la proposta del sindaco ci saranno i Comunisti Italiani, mentre Rifondazione Comunista ribadirà la sua contrarietà. «Le telecamere sarebbero lì a sorvegliare e punire chi trasgredisce la legge, imbratta i muri o riga le auto - sostiene il capogruppo di Rc in Comune, Roberto Pietrobon -, ma la sicurezza è anche quella scolastica, abitativa ed economico-sociale». I 200 mila euro previsti per la posa dell'impianto di video sorveglianza sarebbero ricavati da parte del mutuo acceso per la ristrutturazione della Biblioteca: le proposte, alternative, di Rifondazione si dividono tra il lasciare la situazione invariata ed il puntare invece sul sociale. «Gli emendamenti che sottoporremmo a votazione partono esattamente dal terreno scelto dal Pd - continua Pietrobon -. La prima proposta sarà quella di lasciare i finanziament alla Biblioteca; il secondo emendamento prevede invece di destinare 100 mila euro per la Biblioteca ed altri 100 mila investirli invece nella ristrutturazione di 13 dei 15 alloggi del ‘’condominio solidale’’ di piazza Molise». Cambio di posizione invece per i Comunisti Italiani: da sempre contro i sistemi di videosorveglianza, dichiarano questa volta di appoggiare la scelta di sindaco e giunta: «Ci sono temi più importanti su cui fare battaglie politiche - dichiara il capogruppo Tony Filoni-, come gli appartamenti vuoti da anni al Villaggio che aspettano di essere risistemati. Biella è una città tranquilla, ma ritengo comunque che le telecamere possano essere un buon deterrente contro vandali e delinquenti». Resta fermo sulle sue posizioni il sindaco Vittorio Barazzotto, che sconfessa la spaccatura della maggioranza e mantiene comunque un occhio attento al sociale: «Non cambierò idea. Forse le telecamere non saranno la panacea di tutti i mali, ma sicuramente sono un aiuto. Non mancherò comunque di reperire risorse per il sociale».
Ritratto di Anonimo

Di seguito l'intervento della Consigliera comunale del PRC al Comune di Biella Barbara Frediani lunedì in sede di discussione sullo stanziamento di 200.000 euro per l'acquisto delle telecamere per la video-sorveglianza. ------------------------------------------------------------------------------------- Sono qui oggi a rendere finalmente manifesto il mio dissenso. E in quell’avverbio, finalmente, c’è tutto il senso ed il sollievo di una liberazione. Manifesto, liberazione, anche le parole con cui ho esordito sembrano congiurare a mio favore, riconsegnandomi pienamente a quella che è stata sempre, almeno nel mio cuore, la mia storia politica personale. E se in passato anzi , qui, tra di voi, in occasione di qualche delibera, ho alzato malvolentieri la mia mano è stato forse anche per quel gene che noi di sinistra abbiamo inscritto nel nostro dna, quel gene che ci ha sempre prescritto una obbedienza dovuta al timore di creare una smagliatura, una lacerazione all’interno della maggioranza. Ma oggi, per le mutate condizioni, non possiamo più costringerci a vedere insieme, non possiamo più – perdonatemi la facile battuta - vedere in comune. I nostri panorami, del resto, erano già ampiamente diversi. La mia mano dunque, da oggi,riprende la sua naturale funzione di arto volontario. Torno sul sentiero che i miei passi condividono e più non condivido deviazioni a riguardo. Ma proprio a questo punto, a questo proposito, correndo anche il rischio di apparire moralista come un ex fumatore che consiglia agli altri di smettere, mi viene da farvi , in tutta umiltà, una semplice domanda : Siete almeno certi, voi, di non stare deviando a destra? Siete certi di non inseguire il carro degli argomenti del vincitore? Parlo ovviamente del tema della cosiddetta “sicurezza”, forse il termine più usato al momento nel nostro paese, la parola che riempie come nuovo slogan, nuovo idolo strategico, tutte quante le bocche.Basiti, perplessi, increduli? Onestamente non so io quale termine usare, quale parola riferire, agganciare, alla scelta di destinare denaro alla videosorveglianza piuttosto che alla ristrutturazione di una biblioteca. Il punto è nodale molto più di quanto si immagini. I latini si chiedevano “quis custodiet custodes” chi sorveglierà i custodi? Io mi chiedo piuttosto chi veglierà con amore e sollecitudine sulla buona crescita delle menti? Con videocamere sempre più sofisticate e costose, sorveglieremo cose e persone che nel frattempo saranno sempre più incolte e dunque sempre meno attrezzate sotto il profilo morale, e in questo senso sempre più “meritevoli”, come dire , di venire sorvegliate. E’ questo il paradosso infame al quale ci stiamo stupidamente consegnando. Come si è soliti dire, ci sarebbe da ridere di una tale follia se il suo tragico versante non prevalesse. La società che temiamo la stiamo costruendo proprio noi, con scelte scellerate di questo tipo. Siamo come quei superstiziosi che attirano su di sé le sciagure paventate proprio a causa dei gesti inconsulti che compiono nel tentativo di evitarle. Ma parliamo allora della famosa SICUREZZA : non è stata forse sempre un baluardo della destra opporre nei momenti di vuoto propositivo ordine e controllo nell’accezione più rozza se non brutale dei termini? E non è stata invece per noi, sempre, la logica risultante di un uomo educato all’umanità e di un cittadino educato al senso civico? Ho sempre pensato fosse la differenza, il confine, tra l’imposizione o l’impostazione di un comportamento civile , tra quello che potrebbe diventare uno stato di polizia e quello che possiamo invece definire uno stato di pulizia, meno comodo da conseguire, ma libero,consapevole, etico, culturale : la via più lunga da seguire ma la sola davvero efficace per il buon vivere personale e collettivo. A chi intendesse ora obiettare : Belle parole, ma nel frattempo? Nel frattempo dobbiamo preparare al meglio il tempo futuro e vigilare certo con fermezza sul presente ma senza dare udito e adito alle sirene di una deriva destrorsa che tende a costruire tassello dopo tassello proprio il mondo che noi non volevamo. Se un giorno quel mondo dovesse malauguratamente verificarsi, io, personalmente, vorrei potermene almeno dolere, avere il diritto di lamentarmene e non sentirmene correa. Perché l’altro corollario paradossale è proprio questo, che nella compulsiva, isterica e al momento politicamente corretta e conveniente ricerca parossistica del reo siamo proprio noi a commettere il vero reato : usare le risorse a nostra disposizione, quelle economiche ma soprattutto quelle mentali e sentimentali, nel peggiore dei modi e dei mondi possibili. Barbara Frediani
Ritratto di Teo

abbiamno appreso che il comune di biella ha previsto delle variazioni al bilancio per sostenere la spesa per l'impianto di telecamere per la video sorveglianza. La cosa assurda, per non dire squallida, è che i soldi in questione saranno prelevati dai fondi della biblioteca pubblica. e il fatto che a compiere un gesto così incivile sia una giunta di centro sinistra è ancora più assurdo.. Accogliamo con piacere la presa di posizione a riguardo da parte dei consiglieri e dell'assessore di Rifondazione. Ci sconvolge sempre più invece la piega che sta prendendo il PD, sia a livello locale che a livello nazionale. Che senso ha mettere le telecamere a biella? Non ci pare che ci sia quest'emergenza sicurezza che incombe. A noi non pare di vivere nella criminalità, piccola o grande che sia, altri sono i problemi che incombono sul biellese. Qualcuno vuole spostarne l'attenzione, creando problemi inesistenti. Noi non ci stiamo. Sfidiamo gli ideatori di questa triste pensata a fare una camminata per le vie della città e ricercare i problemi. Samo sicuri che non troveranno quartieri/bronx o bande di immigrati stupratori spacciatori o scippatori. Ben di più sono secondo noi i locali in cui si viene discriminati per le ideologie i modi vestire e di pensare, ben di più sono le celtiche e le svastiche e le scritte inneggianti al duce, le scritte razziste, le minacce sui pulman e nelle scuole. Serve una nuova politica innovativa e includente, vicina ai bisogni della gente, di chi non ha lavoro, di chi non ha casa e soldi per sopravvivere. Spiare la vita dei cittadini non serve a fermare e risolvere il problema criminalità. Tantopiù che non esiste. Speriamo in un cambio di rotta della giunta che sia una giunta di centro sinistra e non imiti gli sporchi giochini elettorali delle destre.
Ritratto di Anonimo

Biblioteca al palo Alle telecamere vanno 200 mila euro da "La Stampa" del 20.05.'08 Il Consiglio comunale vota a favore della sicurezza e boccia a larga maggioranza l'emendamento proposto dal capogruppo di Rifondazione: Roberto Pietrobon proponeva di lasciare alla Biblioteca i 200 mila euro, che invece sono stati destinati a realizzare un sistema di video sorveglianza esteso all'intero territorio comunale. «La nostra città è già controllata - ha esordito Pietrobon- e soltanto in via Italia ci sono 24 telecamere. Nessuno nega che non ci sia bisogno di sicurezza, ma sono i mezzi ad essere sbagliati: piuttosto che le telecamere sarebbe meglio impiegare un numero maggiore di agenti della municipale». «I vigili sono già occupati in ronde notturne - ha replicato il sindaco Vittorio Barazzotto nel suo intervento conclusivo - e non hanno la stessa efficacia delle telecamere. Si tratta di due servizi diversi: l'uno diffuso ed il secondo circoscritto. Non saranno la panacea di tutti i mali, ma le telecamere certamente serviranno a dare più tranquillità ai cittadini». Ad astenersi dal voto sono stati Emilio Vaglio dell'Udc, Paolo Galuppi del Psi, mentre non ha partecipato alla votazione Andrea Stroscio sempre del Psi, per cercare di tenere unita la maggioranza: «Avrei votato contro anche io - dichiara Stroscio -, non ho nulla contro le telecamere a favore della sicurezza, ma dobbiamo cercare di restare uniti». Preannunciata la posizione di Tony Filoni dei Ci che già nei giorni scorsi aveva dichiarato di essere a favore del sistema di telecamere; sempre a favore anche il Pd: «Biella è una città sicura - ha dichiarato Michelangelo Valenti -, ma i provvedimenti che vanno nella direzione di garantire la sicurezza della città sono tutti utili». Chiaramente contro il provvedimento di Rifondazione il capogruppo della lega Nord, Silvano Rey: «Proporre certi emendamenti vuole dire solamente portare avanti una questione politica. Come si fa al giorno d'oggi non vedere il disagio della cittadinanza che chiede più sicurezza per poter uscire di casa?». Contrario al provvedimento ed a favore del sistema-telecamere anche Davide Zappalà di An: «Certamente è un buon deterrente nonché una garanzia per il patrimonio dei privati e della città stessa». Sulla stessa scia anche Fi: «I dati delle denunce parlano da soli - ha esordito il capogruppo Gabriele Mello - e anche i timori delle mamme che hanno paura ad uscire di casa con i loro figli».
Ritratto di Anonimo

No alle telecamere anche dentro ai bagni!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Io credo che, finché tutto fatto secondo la legge, queste azioni servano solo per prevenzione, e per finalità di sicurezza possono davvero fare molto ed essere utili alle autorità investigative.