LA PROVINCIA DI BIELLA E PIETROBON

Tra i bisettimanali locali, spiccano due colossi, uno, Il Biellese, forte di un radicamento nell’area cattolica, vicino alla Curia, sostenuto dalle parrocchie, risulta imbattibile nelle vendite e nei contenuti, forte di giornalisti capaci e di una limitata interferenza della proprietà sa essere aperto a notizie sia di destra sia di sinistra con poche preclusioni.

L’altro, Eco di Biella , giornale vicino all’ UIB e alla borghesia biellese è fortemente limitato nei suoi articoli dalla proprietà e dagli sponsor.

Tra questi due ha cercato un suo spazio la Provincia di Biella, uno spazio laico e indipendente, tanto da sembrare tenere il piede in due scarpe,fino alla vittoria del centrodestra in provincia che ha visto la linea editoriale rappresentare maggiormente quell’area.

Abbiamo visto leghisti e fascisti presenziare in pompa magna all’apertura di uffici territoriali, poi falliti.

Se a livello giornalistico si è distinta per alcune inchieste e notizie che hanno fatto scalpore e che altri tenevano nascoste,pian piano il giornale si è trasformato in un foglio di gossip, di album fotografico di studio da paese,di concorsi fatti per vendere (totobaristi ecc..). per non citare rubriche dove il politico di paese insulta a destra e a manca senza possibilità di contraddittorio.

Un giornale che sbatte nomi e cognomi in prima pagina alla ricerca del pubblico dei reality, dove la morbosità del sapere prevale sulla notizia.

In questo contesto nasce la diatriba con il consigliere comunale della Sinistra Roberto Pietrobon.

L’attacco subito per aver osato rendere pubblico quello che da tempo nell’arena politica biellese si mormorava, cioè strane amicizie tra Seab e Fava, sta a dimostrare che il direttore oltre a dover rispondere ai suoi finanziatori, non ha cambiato idee politiche dai suoi 16 anni.