PROSEGUE LA MACELLERIA SOCIALE

 

Le giunte a targa Lega Nord stanno conducendo un attacco irreparabile allo stato sociale, animate da un odio razziale che le porta a colpire le fasce deboli della popolazione nelle quali, secondo loro, si annidano rom, extracomunitari e sottoproletariato in genere,: “i barbun” per intenderci.

La macelleria sociale che ha nel governo Monti l'ideologo, trova sostenitori anche tra quelli che apparentemente si oppongono allo stesso.

Assistiamo ad aumenti del costo dei servizi a domanda individuale che colpiscono le famiglie, ma soprattutto quelle che appartengono alle fasce più basse di reddito.

L'attenzione di questi giorni è centrata sugli aumenti del costo della mensa scolastica a Biella e a Cossato. Gli aumenti annunciati sono guidati dalla stessa logica: colpire le fasce a più basso reddito eliminando la fascia esente e nel caso di Cossato riducendo però la compartecipazione al costo del servizio alle fasce di reddito più alto: più guadagni meno paghi, se non hai reddito devi comunque pagare.

Così come la giunta regionale prevede che le persone ,con reddito isee inferiore i 6000 euro assegnatarie di alloggio ATC, possano accedere al fondo sociale solo se verseranno almeno 40 euro al mese di affitto, (questa politica potrà portare ad un aumento dei morosi e successivamente degli sfrattati) i comuni fissano in un euro la compartecipazione minima al servizio di mensa scolastica; dimenticando che se una famiglia vive sotto la soglia di povertà, il pasto fornito dalla mensa scolastica rappresenta per il bambino sia l'opportunità di alimentarsi in modo corretto sia di socializzare con i coetanei e di apprendere regole.

Come a Biella vi è stata una protesta fuori dal Comune di sindacati e cittadini è auspicabile che vi sia anche a Cossato, ma soprattutto è necessario lavorare affinché questi macellai vengano cacciati dalle amministrazioni.

 

Commenti

Ritratto di valter clemente

ARTESIO (FDS): BILANCIO REGIONALE, LONTANO DALLE EMERGENZE SOCIALI E INDETERMINATO NELLE PRIORITÀ

“Il bilancio votato in aula non ha credibilità politica e sociale", sottolinea Eleonora Artesio, capogruppo regionale della Federazione della Sinistra.

“Non garantisce, ad esempio, il diritto alla formazione (attraverso la dotazione di mezzi che consentano lo studio anche per i meno abbienti) e soprattutto è del tutto insufficiente sul capitolo delle politiche socio-assistenziali (110 al fondo sociale regionale, contro i 138 del 2011), nonostante i tanto sbandierati impegni per destinare i “risparmi” del referendum sulla caccia. Un dato su tutti: la Giunta ha deciso di stanziare 5 milioni per le cure domiciliari per i non autosufficienti, quando ce ne vorrebbero 275 per rendere esigibile il  diritto all’inserimento in Rsa o ad essere assistiti a domicilio”.  

“La Giunta insiste sul tema della lotta agli sprechi in sanità, ma ad ora l’unico dato accertato è la riduzione di 25 milioni di euro ottenuta con il taglio di 1.350 addetti nel 2011, a cui rischiavano di aggiungersi 350 operatori del trasporto pubblico locale. Taglio scongiurato solamente grazie all’intervento delle opposizioni. Mentre si investono 400 milioni di euro per i piani dello sviluppo e della competitività attraverso contributi e defiscalizzazione alle imprese, senza rendere pubblico alcun dato sulle nuove unità di lavoro create, la Regione è il primo produttore di disoccupazione in Piemonte”.

“Un bilancio sul quale gravano dubbi di natura formale, ma soprattutto indeterminato nelle priorità e lontano dalle emergenze sociali.

Torino, 17 maggio 2012