SINISTRA

Costruire anche in Italia la sinistra europea
di Paolo Ferrero - il manifesto del 21 maggio 2014

Siamo arri­vati agli ultimi giorni di cam­pa­gna elet­to­rale, quelli deci­sivi. Non solo per­ché una buona fetta dell’elettorato sce­glierà in que­sti giorni cosa votare, ma per­ché Renzi e Grillo stanno pun­tando tutte le loro carte sulla costru­zione di un bipo­la­ri­smo media­tico, per sca­te­nare la cam­pa­gna sul voto utile e cata­liz­zare con­sensi. Que­sto avviene in un con­te­sto in cui larga parte del popolo ita­liano vive una soli­tu­dine sof­fe­rente che non rie­sce a costi­tuirsi in sog­get­ti­vità, in movi­mento col­let­tivo. La poli­tica viene così ridi­se­gnata dagli uomini della prov­vi­denza che pro­met­tono i mira­coli. In una per­fetta divi­sione di ruoli, l’intero spa­zio media­tico è occu­pato dall’uomo della prov­vi­denza che punta sulla spe­ranza e da quello che punta sulla rab­bia. La forza del popu­li­smo di governo e di oppo­si­zione sta pro­prio qui, nel met­tere a valore la pas­si­viz­za­zione di massa, pro­po­nendo una delega “all’uomo giu­sto”, in grado di risol­vere tutti i pro­blemi, con­tro i capri espia­tori indi­vi­duati di volta in volta. Non è un caso che Renzi — in nome del rispar­mio e della lotta alla casta — stia mano­met­tendo la Costi­tu­zione e ridu­cendo dra­sti­ca­mente la rap­pre­sen­ta­ti­vità demo­cra­tica delle isti­tu­zioni. Non è un caso che Renzi attac­chi la Cgil e il sin­da­cato in quanto tale: in un pro­cesso che punta a ridurre alla con­di­zione di sud­diti lavo­ra­tori e cit­ta­dini, ogni forma di orga­niz­za­zione sin­da­cale e di auto­noma rap­pre­sen­tanza dei lavo­ra­tori deve essere spaz­zata via.

Per que­sto la pro­po­sta di un’altra Europa con Tsi­pras non è solo una diversa pro­po­sta poli­tica ma una pro­po­sta alter­na­tiva a Renzi come a Grillo anche nella con­ce­zione della poli­tica e della demo­cra­zia. Non chie­diamo una delega all’uomo forte ma pro­po­niamo un per­corso in cui la costru­zione di una rap­pre­sen­tanza poli­tica della sini­stra si intrecci con la costru­zione di una sog­get­ti­vità poli­tica di massa. Que­sto è l’unico anti­doto con­tro le poli­ti­che neo­li­be­ri­ste e il paral­lelo pro­cesso di pas­si­viz­za­zione auto­ri­ta­ria che riduce i cit­ta­dini a sud­diti. Per que­sto dovremo uti­liz­zare que­sti ultimi giorni, a par­tire dal pre­sti­gio e dal con­senso che abbiamo sin qui accu­mu­lato, per rove­sciare l’ordine del discorso pub­blico su due punti fon­da­men­tali. In primo luogo l’Europa così com’è è un disa­stro ma l’alternativa non è l’uscita dall’Europa magari con­dita dalla difesa della razza. Il pro­blema non è ’euro si o euro no’ ma la scon­fitta delle poli­ti­che neo­li­be­ri­ste e l’austerità.

In secondo luogo, per scon­fig­gere le poli­ti­che di auste­rità non bastano gli insulti, bat­tere più o meno forte i pugni sul tavolo o chiu­dersi in casa pro­pria. Serve la forza della mobi­li­ta­zione popo­lare, una grande forza che si ponga al livello a cui si sono orga­niz­zati ban­chieri e padroni. Per que­sto la lista un’altra Europa con Tsi­pras — a dif­fe­renza del M5S — non è pre­sente solo in Ita­lia: Tsi­pras è il can­di­dato pre­si­dente di tutte le forze della sini­stra euro­pea e que­sta coa­li­zione inter­na­zio­nale è indi­spen­sa­bile per costruire un movi­mento poli­tico di massa euro­peo e scon­fig­gere le poli­ti­che di auste­rità. La stessa sovra­nità nazio­nale degli stati deve essere uti­liz­zata in que­sta dire­zione e per que­sto pro­po­niamo che gli stati disob­be­di­scano ai trat­tati e alle diret­tive euro­pee che hanno effetti nega­tivi sui popoli: Renzi, invece di fare tea­tro, ritiri la firma dal fiscal com­pact e dichiari l’indisponibilità dell’Italia ad appli­care quel trattato.

Pro­pongo inol­tre che si dica chia­ra­mente che il voto alla lista Tsi­pras vale dop­pio: non solo per rove­sciare le poli­ti­che neo­li­be­ri­ste ma per costruire la sini­stra in Ita­lia. Rifon­da­zione Comu­ni­sta pro­pone che dall’esperienza elet­to­rale parta un pro­cesso costi­tuente della sini­stra, che sarà tanto più age­vole quanto mag­giore sarà il suc­cesso della lista. Lavo­rare per fare Syriza anche in Ita­lia è l’impegno che ci assu­miamo ora e che con­fi­diamo possa essere con­di­viso da tutti e tutte coloro che si sono impe­gnati per il suc­cesso della lista e da molti altri. Uscire dalla seconda repub­blica senza cadere nel popu­li­smo signi­fica lavo­rare per costruire la sini­stra euro­pea anche in Ita­lia, signi­fica costruire — nel con­te­sto deci­sivo delle rela­zioni euro­pee — una sini­stra anti­li­be­ri­sta che si ponga l’obiettivo di assu­mere rela­zioni e dimen­sione di massa. Un pro­cesso che parta dall’alto e dal basso, un pro­cesso par­te­ci­pato, plu­rale e demo­cra­tico che si dia il tempo neces­sa­rio per dotarsi di una pro­pria sog­get­ti­vità. Per­ché non pos­siamo con­ti­nuare ad inse­guire le sca­denze elet­to­rali men­tre i rap­porti sociali e l’immaginario col­let­tivo ven­gono quo­ti­dia­na­mente pla­smati dai nostri nemici.

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